ilSolitoLettore sprola:
lunedì, 07 aprile 2008 alle ore 17:02

A volte è come se non esistesse niente, come se ai piedi del letto ci fosse un infinito eterno buio.

Un’ eterea calma danza attorno. Il rumore del silenzio, deboli note: la brace della sigaretta che muore ad ogni boccata. Ritmicamente. Resuscitano ombre, rifioriscono odori. Risentono sensazioni.

È buffo che tutto nasca da una carezza.
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ilSolitoLettore sprola:
lunedì, 07 aprile 2008 alle ore 04:43

Odio polemizzare gratis, ma colgo l’insonnia allo sbadiglio e mi ci metto. Hanno lasciato un commento per una “serata” antimafia, forse avete notato. Ma qualcosa mi dice di no.. ad ogni modo:

La mafia appartiene al nostro paese, probabilmente lo governa. Non vedo il senso, e badate che non sto dando fiato alla bocca e nemmeno sangue alle dita, di promuovere serate di questo tipo dove uno dei punti è “risvegliare il senso civico” la metà dei fantomatici “liberi cittadini antimafia” che sono comparsi in tv chiedono un regolare pizzo agli esercizi locali. Ma tralasciamo, perché la mafia è cosa seria. La mafia uccide e lungi da me il voler sminuire con queste mie parole l'inferno di chi ha sofferto, soffrirà o sta soffrendo a causa della mafia.

Risvegliamo il senso civico per altre tematiche sicuramente più concretizzabili del debellare la mafia, leviamo a munnezz da Napoli ad esempio. Ma della bella Napoli nessun si cura, guardano e passano, di come viene gestita l’emergenza non importa, c’è la mafia anche lì.. si nasconde tra gli appalti, le concessioni, i trasporti eccezionali. Eppure lo Stato non fa una grinza. La mafia in se è uno Stato, che sia il nostro?

Ma qui a nessuno interessa, nessuno si coalizza. Queste "serate" sono solo fuochi fatui. E allora che Napoli soffochi in copp a munnezz e che chiedano pure il pizzo, magari si potrebbe regolarizzare la professione e far pagar le tasse, così potranno scalare dall'iva il suv con cui risquotono, ormai va di moda.

Chi se ciava.

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ilSolitoLettore sprola:
martedì, 11 marzo 2008 alle ore 04:10

200 gradi, le finestre della stanza sono appannate e le pareti ancora assorbono i suoi lamenti.. di colpo silenzio. I respiri si fanno regolari.

Guardo il soffitto.

“perché mentre lo facciamo non mi baci mai..” ormai non ci faccio più caso.

Esco nudo dal letto. Infilo la camicia, cravatta adagiata sul collo, pantaloni infilati alla buona. Cappotto.

“ma che fai..” come se non lo sapesse.

“vado a casa.. grazie della compagnia”.

“sei un pezzo di me..” ed esco di lì, ormai sono di troppo.

Una volta per strada, accendo la sigaretta.. e tornando verso casa mi chiedo se realmente è questo che voglio. Avevo bisogno di chiarirmi le idee.

Butto tutto a lavare, come di consueto. Affronto il buio di casa nudo, mentre nell’aria gira ancora Night Moves di Seger, mi infilo in doccia senza nemmeno accendere la luce.. solo il display dell’idromassaggio illumina la stanza.

L’acqua cancella ogni peccato.

 

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ilSolitoLettore sprola:
lunedì, 10 marzo 2008 alle ore 02:58

Mi spiegate una cosa?

A cosa servono i cellulari tipo il Nokia n70, casse da morto riempite di funzioni inutili? Forse a dar lavoro ai sarti quando ti sfondano il taschino della giacca. Ma un tacito accordo tra la Nokia e i sarti del globo suona molto fantamarketing.

Io parlo male solo di ciò che conosco, ho un n70 e non ho mai visto niente di più inutile. Enorme, pesante, display pessimo, foto di merda. E allora che senso ha? Dovrebbero regalarlo con le patatine.

Ma ho anche altri telefoni, sono pieno di risorse:

Ho un Nokia n73. Bellissimo. Pesantissimo. Una fotocamera digitale col telefono, l’ho comprato per usarlo in vacanza, evitando di girare con la fotocamera tracolla e treppiede tra le natiche. Funzionale si, ma se lo metti nel taschino della giacca oltre a sfondarlo rischi che cadendo a terra ti finisca sul piede, rompendolo.

Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, sono un felicissimo possessore di un Motorola v3i. Design elegante, che non guasta mai, sottile e leggerissimo. Ok, gli smanettoni mi diranno: “si ma non ha il sistema operativo interno, non puoi leggere documenti pdf mentre ascolti la radio e mandi sms camminando per le vie del centro” Perché è fondamentale un lettore pdf nel cellulare loro sicuramente lo usano tutti i giorni, senza non so come farei, il tutto merita solo una risposta: “e sticazzi”.

Non ho mai capito la corsa alla tecnologia stupida. Mi spiego meglio: i Nokia sono probabilmente i cellulari migliori in commercio, costano un po’ troppo magari ma hanno veramente di tutto ma a scapito della comodità. Vuoi mettermi 200 cose nel telefono? Ok niente di meglio, ma perché deve pesare 2 kg? Cioè se volevo un palmare, compravo un palmare no? Il guaio è che ci sono palmari più leggeri dell’n70!!!

E qui direte “eh ma quelli sono smartphone, devono essere così” si, sono smartphone ma gli altri modelli Nokia come sono? Fanno cagare. E poi, la smart è piccola, perché questi devono far di tutto per far pesare i telefoni come una smart?!

Vi chiederete come mai sono così accanito. Beh, fate due conti: i Samsung sono bellissimi, design, display luminosissimi.. ma si spaccano in 3 minuti (non che il v3 sia una roccia, ma è caduto da altezze considerevoli e funziona ancora). I Motorola sono per chi vuole fare il figo, ma poi a scrivere un messaggio ci stai 3 ore, sono gli unici cellulari che hanno il t9 diverso.. è frustrante a volte, ti senti un idiota. I SonyEricsson.. boh non se li fila nessuno.

La Nokia ha una sorta di monopolio.. e per ricordartelo, ti sfonda il taschino della giacca.

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ilSolitoLettore sprola:
mercoledì, 05 marzo 2008 alle ore 21:51

E forse una porta del passato si chiude definitivamente, nel migliore e nel peggiore dei modi.

Sesso.

Sesso come non è mai stato, puro e semplice. Stupendo, risentirti. Magico, riaverti.

Un brivido correva dietro la schiena umida e graffiata.

E poi l'acqua ti ha lavata via, la stessa acqua che mi ha sempre levato di dosso il solito schifo.. ma non questa volta, questa volta.. sembrava accarezzarmi.

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ilSolitoLettore sprola:
sabato, 01 marzo 2008 alle ore 18:34

Quella luce soffusa, e quelle pareti dipinte di ombre danzanti ne hanno viste.

Ombre che si fondono, ombre che si abbandonano. Urla, gemiti, pianti e lamenti.

Tra quelle mura sono volati pensieri, decisioni e anelli di fumo.

Quelle lenzuola, scure come mare in tempesta che incalza, quante volte hanno alimentato il fuoco greco del mio piacere, della mia lussuria. E quante volte delle lacrime, gocce nell’oceano, le hanno bagnate.

E quante volte ho creduto di morire su quel letto che sempre morte porta, subdola lenta e piacevole.. ma morte.
E quante volte me ne sono andato in punta di piedi per tuffarmi, da solo, nel mio mare.

E per la prima volta, provo a pentirmene.

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ilSolitoLettore sprola:
giovedì, 28 febbraio 2008 alle ore 03:21

Colto con le mani nel sacco, è proprio la fine.. ma ci si riprende, tra lo schifo per ciò che si è stati e ciò che si continua ad essere.

Scappo un’altra volta nel buio di mille promesse.

Scappo un’altra volta.

Bilancio comunque in attivo, la Akuel e il fegato ringraziano.

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ilSolitoLettore sprola:
mercoledì, 27 febbraio 2008 alle ore 20:19

E se la vita è una continua ricerca del dolore sentimentale, una continua sofferenza, un continuo nodo allo stomaco. Voglio essere io a procurarli, come un tempo.

Un vampiro nella notte, pronto ad ammorbarsi di piacere. Per poi lavarsi in penombra lo schifo di dosso.

Accarezzare la morte dei sensi. Incapace di amare, con un cuore che ormai stanco ha smesso di battere.

È questo quello che sono, è questo quello che so fare. È questo che mi fa sentire vivo, di nuovo.

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ilSolitoLettore sprola:
martedì, 26 febbraio 2008 alle ore 20:36

E ti risenti vivo, dopo qualche ora di dolce su e giù, quando la sbatti fuori di casa gettandole a terra 5 euro:

“questo è quello che vali”

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ilSolitoLettore sprola:
mercoledì, 20 febbraio 2008 alle ore 02:41

Giri la chiave, un rombo ti accoglie. Ingrani la retro e subito il “bip” del sensore di parcheggio ti riporta alla realtà: non sei Nuvolari.

E’ sempre amore, lei sente la mano del padrone e non sa tradire.

Come ogni amore che si rispetti, ha i suoi alti e bassi.. i suoi momenti no: semafori e deficienti.

E man mano che lasci la città alle spalle, ti fai portare sulle note di “the passenger” in luoghi inesplorati.

Ah!! La campagna, si vedono contadini montare su ferrari 360 modena con gli stivali sporchi di fango.. il che fa sorgere domande in modo spontaneo: “macche cazzo me la metto a fare stammmerda di cravatta ogni fottuto giorno?”

Si creano macchie nuove sul parabrezza, di grandezza insolita e colore verdastro.. mentre alzi gli occhi per scorgere un bovino che volteggia sopra la tua vettura, ti accorgi che non sono mucche. Una nuova razza, un ibrido tra un condor e un coleottero.. e la cosa ti affascina.

Si sentono odori nuovi: il mosto che si sposa con lo sterco, il tutto coronato da una spruzzatina di pino silvestre. Ah.. la campagna.

Era tanto tempo che non mi concedevo una gita fuori porta random, è sempre un’emozione.. un po’ come guidare a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire. Aiuta a pensare, a capire dov’è puntata la bussola. E la mia -bussola- è in mano ad una persona di cui non mi fido, il che tende a rendermi inquieto. Incazzato come una bestia, se preferite.
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